Crisi Iran: a otto settimane dallo shock, il mercato energia cerca un nuovo equilibrio

Otto settimane dopo l'avvio delle operazioni militari contro l'Iran, il mercato energetico italiano racconta una storia a due velocità. Gli indici spot continuano a raffreddarsi dai picchi di Marzo — il PSV (fonte GME) è a 0,46910 €/Smc al 22 Aprile, in calo del -30,3% dal massimo di 0,673 €/Smc del 20 Marzo — ma i listini delle offerte fisse mostrano uno spread enorme tra fornitori, e il gas resta +37% sopra i livelli pre-crisi. Nel frattempo gli operatori non stanno aspettando: solo nei primi ventidue giorni di Aprile sono comparse 642 nuove offerte fisse domestiche sul Portale Offerte ARERA (329 luce, 313 gas), segno di un mercato che sta riprezzando attivamente. Tra i tre scenari delineati nell'articolo del 7 Aprile — a sua volta follow-up dell'articolo del 21 Marzo — lo scenario 2 ("conflitto prolungato") sembra quello che si sta materializzando, ma con una tendenza discendente più marcata del previsto. Dati aggiornati al 22 Aprile 2026.
Dove siamo oggi: PUN e PSV al 22 Aprile
I valori spot di riferimento al 22 Aprile mostrano un mercato in parziale rientro ma ancora lontano dalla condizione pre-crisi. Il PUN è a 0,12007 €/kWh, il PSV a 0,46910 €/Smc.
| Riferimento | PUN (€/kWh) | PSV (€/Smc) |
|---|---|---|
| Pre-crisi (fine Febbraio 2026) | ~0,107 | ~0,342 |
| Picco crisi (Marzo 2026) | 0,169 (10 Mar) | 0,673 (20 Mar) |
| 22 Aprile 2026 | 0,12007 | 0,46910 |
| Delta vs picco | -29,0% | -30,3% |
| Delta vs pre-crisi | +12% | +37% |
La foto di oggi è quella di un mercato elettrico quasi rientrato — il PUN è solo 12% sopra la media pre-crisi, in un range coerente con la normale volatilità stagionale — e di un mercato gas che invece conserva un premio strutturale consistente. Il +37% sul PSV rispetto alla vigilia dello shock resta il vero lascito della crisi sui fondamentali.
Il rientro di Aprile: le due settimane dall'ultimo punto
La traiettoria dei quindici giorni tra l'8 e il 22 Aprile — il periodo dall'ultimo aggiornamento — non è un rientro monotono. È piuttosto un mercato che oscilla ampiamente attorno a una tendenza centrale in calo.
| Data | PUN (€/kWh) | PSV (€/Smc) |
|---|---|---|
| 08/04 | 0,12798 | 0,55324 |
| 09/04 | 0,12268 | 0,49711 |
| 10/04 | 0,12967 | 0,49626 |
| 11/04 | 0,12095 | 0,46643 |
| 12/04 | 0,10119 | 0,46718 |
| 13/04 | 0,14186 | 0,51828 |
| 14/04 | 0,15062 | 0,55174 |
| 15/04 | 0,14019 | 0,50246 |
| 16/04 | 0,13019 | 0,46461 |
| 17/04 | 0,10821 | 0,45895 |
| 18/04 | 0,08939 | 0,42666 |
| 19/04 | 0,10183 | 0,42634 |
| 20/04 | 0,11085 | 0,44195 |
| 21/04 | 0,11359 | 0,44729 |
| 22/04 | 0,12007 | 0,46910 |
Il PUN ha toccato un minimo di 0,08939 €/kWh il 18 Aprile — un valore sorprendentemente vicino ai livelli pre-crisi — ma pochi giorni prima, il 14 Aprile, aveva registrato un picco intraperiodo di 0,15062 €/kWh. La media dei quindici giorni si assesta a 0,12062 €/kWh, poco sopra il livello di chiusura del 22 Aprile.
Il PSV racconta una dinamica simile ma più contenuta. È partito da 0,55324 €/Smc l'8 Aprile — il picco intraperiodo — e ha toccato il minimo di 0,42634 €/Smc il 19 Aprile, per poi risalire di circa 9% nelle ultime tre sedute. La media dei quindici giorni è 0,47917 €/Smc, sostanzialmente in linea con il dato al 22 Aprile. Non è più il regime di Marzo, ma non è neanche la stabilità di Febbraio: il mercato resta sensibile a ogni segnale geopolitico.
Il confronto con i mesi precedenti
I dati mensili consolidati (fonte GME) mostrano con chiarezza la traiettoria della crisi. Il dato di Aprile è una stima basata sulla media dei quindici giorni dall'8 al 22 Aprile, quindi parziale e preliminare.
| Mese | PUN (€/kWh) | PSV (€/Smc) |
|---|---|---|
| Febbraio 2026 | 0,11441 | 0,37334 |
| Marzo 2026 | 0,14336 | 0,56830 |
| Aprile 2026 (stima, 8-22 Apr) | 0,12062 | 0,47917 |
Il dato di Aprile è la prima media mensile significativamente inferiore a quella di Marzo: -15,9% sul PUN e -15,7% sul PSV. Ma il confronto naturale con Febbraio è più sottile. Febbraio era già un mese elevato — alla vigilia dello shock, con tensioni geopolitiche in accumulo — e il PUN di Aprile supera quello di Febbraio del +5,4%, mentre il PSV di Aprile è ancora superiore a quello di Febbraio del +28,3%.
La normalizzazione, in altre parole, è più avanzata sul fronte elettrico che su quello gas. È coerente con quanto osservato a Marzo: il mercato elettrico ha strumenti di assorbimento degli shock (mix energetico, diversificazione) che il mercato gas non possiede nella stessa misura.
I fornitori ripubblicano: 642 nuove offerte fisse in Aprile
Il dato più significativo di queste settimane non sta nei prezzi spot, ma nella dinamica dei listini. Tra il 1 e il 22 Aprile sono state pubblicate sul Portale Offerte ARERA 329 nuove offerte luce a prezzo fisso e 313 nuove offerte gas a prezzo fisso per il segmento domestico — 642 nuove offerte in tre settimane.
È un ritmo di pubblicazione radicalmente diverso da quello osservato a Marzo, quando diversi fornitori avevano sospeso o rallentato la pubblicazione di prezzi fissi. Gli operatori stanno riprezzando attivamente, e lo stanno facendo in modi che divergono sensibilmente: lo spread tra l'offerta più economica e quella più cara è enorme, su entrambe le commodity.
Anche restringendo il confronto ai principali operatori nazionali, lo spread è marcato. Sul lato luce va da 0,10989 a 0,19800 €/kWh (~1,8 volte), sul lato gas da 0,42000 a 0,70500 €/Smc (~1,68 volte). Non è solo una differenza di posizionamento commerciale: è una differenza di visione di mercato. Chi prezza basso scommette sul rientro dello spot, chi prezza alto incorpora un premio di rischio elevato per l'ipotesi di un nuovo rialzo.
Le offerte fisse luce dei principali operatori
Restringendo il confronto ai grandi fornitori nazionali, il quadro delle offerte fisse luce pubblicate ad Aprile resta fortemente disomogeneo. La fascia bassa si spinge sotto il PUN spot corrente; la fascia alta lo supera di oltre il 60%. Accanto al prezzo dell'energia riportiamo anche la quota fissa annua, che rappresenta la seconda leva di posizionamento.
| Fornitore | Offerta | Prezzo (€/kWh) | Quota fissa (€/anno) |
|---|---|---|---|
| Alperia | Alperia Direct Energy | 0,10989 | 109 |
| Engie Italia | Energia PuntoFisso 12m | 0,11620 | 72 |
| Edison Energia | Edison Web Luce | 0,12000 | 100 |
| E.ON Energia | E.ON LuceClick - Amico new | 0,12010 | 109 |
| Octopus Energy | Octopus Fissa 12M | 0,12320 | 72 |
| Iren Mercato | IREN Quick Luce Web Top | 0,12980 | 147 |
| A2A Energia | A2A Click Luce | 0,13400 | 102 |
| Pulsee (Axpo) | Pulsee Luce RELAX Fix | 0,13880 | 192 |
| Enel Energia | Enel Fix Wow Luce | 0,14900 | 144 |
| Hera Comm | PiuControllo Flat Dom EE | 0,14993 | 145 |
| Acea Energia | Acea Energia Fix | 0,15300 | 90 |
| Edison Energia | Edison EasyFix Luce | 0,16800 | 120 |
| ENI Plenitude | Fixa Time | 0,19800 | 144 |
Sulla fascia bassa, Alperia Direct Energy a 0,10989 €/kWh ed Engie PuntoFisso 12m a 0,11620 €/kWh si collocano sotto il PUN spot del 22 Aprile (0,12007 €/kWh): un posizionamento aggressivo, coerente con una scommessa sul rientro dei prezzi verso i livelli pre-crisi. Anche Edison Web Luce (0,12000), E.ON LuceClick (0,12010) e Octopus Fissa 12M (0,12320) sono in territorio pressoché allineato allo spot.
All'estremo opposto, ENI Plenitude Fixa Time a 0,19800 €/kWh incorpora un premio del +65% rispetto al PUN spot — il più alto tra i grandi player, coerente con l'ipotesi di un PUN che risalga verso i valori di Marzo. Edison stessa propone due offerte in fasce molto diverse — Web Luce a 0,12000 ed EasyFix Luce a 0,16800 €/kWh, un divario del +40% all'interno dello stesso fornitore. Due visioni opposte dalla stessa società: una testimonianza concreta dell'incertezza di mercato.
Dei grandi operatori, soltanto Sorgenia non ha pubblicato alcuna offerta domestica ad Aprile 2026 — né fissa né indicizzata, su nessuna commodity. Duferco Energia è presente solo sul gas (zero offerte luce di qualunque tipo), mentre Alperia ha offerte fisse solo sulla luce — sul gas domestico propone esclusivamente offerte indicizzate. Tutti gli altri major pubblicano offerte fisse su entrambe le commodity.
Le offerte fisse gas dei principali operatori
Restringendo anche qui il confronto ai grandi operatori nazionali, la distribuzione è simile ma con premi sulla fascia alta ancora più marcati. Anche qui riportiamo la quota fissa annua accanto al prezzo energia.
| Fornitore | Offerta | Prezzo (€/Smc) | Quota fissa (€/anno) |
|---|---|---|---|
| Enel Energia | Enel Flash Gas | 0,42000 | 144 |
| Iren Mercato | IREN Web Self Gas Prezzo Fisso | 0,43000 | 120 |
| A2A Energia | A2A Click Gas | 0,47000 | 108 |
| Octopus Energy | Octopus Fissa 12M Gas | 0,47500 | 84 |
| E.ON Energia | E.ON Gas Click | 0,53400 | 108 |
| Edison Energia | Edison Web Gas | 0,53500 | 100 |
| Pulsee (Axpo) | Pulsee Gas RELAX Fix | 0,54000 | 144 |
| Engie Italia | Energia PuntoFisso Gas 12m | 0,55000 | 96 |
| Acea Energia | Acea Energia Fix | 0,60000 | 90 |
| Enel Energia | Enel FixWeb Gas | 0,60000 | 144 |
| ENI Plenitude | Fixa Time Gas Smart | 0,70500 | 144 |
| Hera Comm | PiuControllo FLAT Casa Gas | 0,74900 | 144 |
Le cheapest — Enel Flash Gas a 0,42000 €/Smc e IREN Web Self Gas a 0,43000 €/Smc — si collocano ben sotto il PSV spot del 22 Aprile (0,46910 €/Smc): una scommessa esplicita di due tra i maggiori operatori sul rientro ulteriore dello spot. Anche A2A Click Gas (0,47000) e Octopus Fissa 12M Gas (0,47500) sono in territorio pressoché allineato al PSV spot.
In fondo alla tabella, Hera PiuControllo FLAT Casa Gas a 0,74900 €/Smc ed ENI Plenitude Fixa Time Gas Smart a 0,70500 €/Smc incorporano premi del +60% e +50% rispetto al PSV spot. Enel stessa mantiene due offerte gas agli estremi opposti — Flash Gas a 0,42000 e FixWeb Gas a 0,60000 €/Smc, un divario del +43% all'interno del medesimo fornitore.
Enel pubblica lo stesso giorno due offerte fisse gas — 0,42000 e 0,60000 €/Smc — con un divario del +43%. È lo spread interno a uno stesso fornitore che misura meglio di qualunque altro indicatore l'incertezza del mercato.
La quota fissa: il secondo prezzo di un'offerta
Oltre al prezzo dell'energia (€/kWh o €/Smc), ogni contratto include una quota fissa annua — una componente flat che il cliente paga indipendentemente dal consumo. Tra i principali operatori questo "secondo prezzo" varia enormemente, e la combinazione tra le due leve rivela strategie commerciali opposte tra fornitori apparentemente simili.
Sulla luce la quota fissa più bassa fra i major è 72 €/anno (Engie, Octopus, alcune varianti di Dolomiti e Illumia); la più alta è 204 €/anno (Pulsee Smart Luce Fix), quasi tre volte tanto. Sul gas lo spread è ancora più ampio: da 72 €/anno sulle offerte di lungo termine di Dolomiti e Illumia fino a 216 €/anno sull'outlier Duferco FIX FAMILY CUN 2, con la maggior parte dei grandi operatori concentrata tra 100 e 144 €/anno.
Guardando la combinazione prezzo energia + quota fissa, emergono posizionamenti chiaramente distinti:
- Low ovunque. Engie e Octopus combinano quota bassa (72 €/anno) e prezzo energia basso-medio — un posizionamento coerente e leggibile per il consumatore.
- Prezzo energia basso, quota standard. Enel abbina il prezzo gas più basso tra i major (0,42000 €/Smc su Flash Gas) a una quota standard di 144 €/anno. Iren segue la stessa logica sul gas (0,43000 €/Smc con quota 120). Lo sconto è tutto sulla componente variabile.
- Alto su entrambi i fronti. Pulsee sulla luce mantiene quote fino a 204 €/anno con prezzi energia nella fascia media. ENI Plenitude cumula quota 144 €/anno e il prezzo energia più alto fra i major sia su luce (0,19800 €/kWh) sia su gas (0,70500 €/Smc).
- Standardizzazione industriale. E.ON ha pubblicato ad Aprile 42 offerte luce con la stessa quota fissa di 109,23 €/anno (salvo le linee "Tua" a 121,23). Enel fa lo stesso con 144 €/anno su tutte le sue offerte luce. Per questi operatori la leva di differenziazione è esclusivamente il prezzo energia.
Il peso relativo della quota fissa dipende dal profilo di consumo del cliente. Per una famiglia a basso consumo (es. 1.500 kWh/anno sulla luce), la quota fissa può rappresentare oltre il 30% della spesa sulle componenti del fornitore (energia più quota); per un profilo ad alto consumo (es. 4.000 kWh/anno), il peso scende sotto il 15%. Lo stesso posizionamento "quota alta, prezzo energia basso" produce quindi effetti economici opposti a seconda del cliente.
Il fronte geopolitico: tregua estesa, Hormuz militarizzato
Ad otto settimane dall'avvio delle operazioni, il quadro diplomatico si è mosso rapidamente nel mese di Aprile. Il 7 Aprile una mediazione pakistana ha prodotto una tregua di due settimane tra Stati Uniti, Israele e Iran, seguita però da una sequenza di strappi: il fallimento dei colloqui diretti US-Iran di Islamabad dell'11-12 Aprile (21 ore di negoziato con la delegazione statunitense guidata dal vicepresidente Vance), il blocco navale statunitense dei porti iraniani attivato dal 13 Aprile, e l'inasprimento culminato nel sequestro della nave cargo iraniana Touska da parte della USS Spruance il 19 Aprile. Il 17 Aprile Teheran ha brevemente dichiarato lo Stretto di Hormuz "completamente aperto" — con il WTI che ha reagito con un crollo intraday del 10% — per poi richiudere lo Stretto il 18 Aprile in risposta al blocco. Il 21 Aprile il presidente Trump ha esteso la tregua "a tempo indefinito" su richiesta pakistana, in attesa di una "proposta unificata" da parte di Teheran; un secondo round di Islamabad al 22 Aprile è sospeso, senza risposta iraniana.
Due elementi rendono fragile questa configurazione. Primo: lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del GNL globale, resta militarizzato e parzialmente bloccato da sette settimane; il terminal qatarino di Ras Laffan — colpito a inizio Marzo — ha dichiarato force majeure sulle esportazioni GNL, e la ripresa fisica dei flussi richiederà settimane anche in caso di cessate il fuoco completo. Secondo: l'incertezza sulla leadership iraniana. Mojtaba Khamenei, nominato nuovo Leader Supremo il 9 Marzo dopo l'uccisione del padre, non è apparso pubblicamente da oltre un mese — complicando la capacità di Teheran di formulare una posizione negoziale unitaria.
La tregua estesa "a tempo indefinito" e il blocco navale che continua convivono nello stesso quadro. È questo equilibrio instabile che il mercato energetico sta prezzando.
Quale scenario si sta materializzando?
L'articolo del 7 Aprile delineava tre scenari possibili per i prezzi: de-escalation rapida (PSV verso 0,34-0,40 €/Smc), conflitto prolungato (PSV tra 0,50 e 0,60 €/Smc), escalation ulteriore (PSV sopra 1,00 €/Smc). Quindici giorni dopo, i dati suggeriscono una risposta più articolata di quanto il framework prevedesse.
Nelle prime due settimane di Aprile il PSV si è mosso in un range tra 0,426 e 0,553 €/Smc, con una media di 0,47917 €/Smc. Il range intercetta la parte bassa dello scenario 2 ("conflitto prolungato", indicato in 0,50-0,60 €/Smc) ma si avventura anche nella zona superiore dello scenario 1 ("de-escalation rapida", 0,34-0,40 €/Smc).
In altri termini: il mercato si sta comportando come nello scenario del conflitto prolungato, ma con una tendenza centrale più bassa del previsto. È un "conflitto prolungato ma in rientro" — una combinazione che non era esplicitamente nel framework di due settimane fa, e che riflette una dinamica paradossale: il conflitto si è intensificato sul fronte navale (blocco US dei porti iraniani, chiusura intermittente dello Stretto di Hormuz, sequestro della Touska) senza però degenerare nell'escalation regionale aperta che il mercato aveva temuto a Marzo.
Il PUN racconta una storia analoga: la sua media di Aprile (0,12062 €/kWh) si colloca nella parte bassa del range dello scenario 2 (0,12-0,14 €/kWh) e sta gradualmente scivolando verso il basso, con giornate puntuali (il 18 Aprile a 0,08939 €/kWh) che sfiorano già i livelli pre-crisi.
Lo scenario che si sta materializzando non è la de-escalation rapida né il conflitto cristallizzato. È un rientro graduale, con oscillazioni ampie e un premio residuo che si assottiglia settimana dopo settimana.
Cosa guardare nelle prossime settimane
Quattro indicatori saranno decisivi nelle prossime settimane per capire se la normalizzazione si consolida o si interrompe.
La traiettoria del PSV verso 0,40 o il rimbalzo verso 0,55. Il PSV ha toccato 0,42634 €/Smc il 19 Aprile — il minimo intraperiodo — ma è risalito a 0,46910 €/Smc al 22 Aprile. Se nelle prossime settimane il PSV romperà al ribasso sotto 0,40 €/Smc, sarà il segnale che il mercato ha digerito il rischio Iran. Se invece tornerà stabilmente sopra 0,55 €/Smc, il premio geopolitico si sta ricompattando.
Il comportamento dei fornitori sulle nuove offerte fisse. Con 642 offerte pubblicate nei primi 22 giorni di Aprile, i fornitori stanno attivamente riprezzando. La domanda chiave è: continueranno a comparire offerte gas sotto 0,50 €/Smc (come Enel, Iren, A2A, Octopus) e offerte luce sotto 0,12 €/kWh (come Alperia, Engie, Edison)? Se lo spread tra fascia bassa e fascia alta si comprime — perché la fascia alta scende — sarà un segnale forte di normalizzazione. Se invece aumenta, significa che nel mercato convive una polarizzazione crescente tra chi scommette sul rientro e chi sul prolungamento della crisi.
Il binario diplomatico e lo Stretto di Hormuz. Nei prossimi giorni si capirà se la mediazione pakistana produce un secondo round di Islamabad o se la tregua estesa "a tempo indefinito" da Trump si esaurisce senza esito. Tre segnali da osservare: la convocazione effettiva del secondo round (al 22 Aprile ancora in attesa di una risposta iraniana); una comunicazione pubblica del nuovo Leader Supremo Mojtaba Khamenei, non apparso da oltre un mese; un passaggio dalla chiusura alla riapertura effettiva dello Stretto di Hormuz. Il solo annuncio di apertura del 17 Aprile ha prodotto un -10% sul WTI in giornata; l'inverso — chiusura prolungata o un incidente marittimo maggiore — si rifletterà altrettanto rapidamente sui futures TTF e PSV.
La stagione di stoccaggio e lo shock GNL. La stagione di riempimento degli stoccaggi europei (Aprile-Ottobre) è ormai entrata nel vivo. A prezzi gas nell'intorno di 0,45-0,50 €/Smc, il riempimento è economicamente più sostenibile di quanto non fosse a Marzo a 0,60-0,67 €/Smc, ma resta più oneroso di un anno normale. A questo si somma il danno al terminal LNG di Ras Laffan in Qatar, che ha ridotto la disponibilità globale di GNL: anche una de-escalation completa non ripristinerà istantaneamente i flussi, perché i riavvi delle infrastrutture di liquefazione richiedono settimane.
A otto settimane dallo shock, il mercato ha smesso di correggersi bruscamente ma non ha ancora trovato un nuovo equilibrio. Per ora, la direzione è quella giusta. La prossima fotografia dirà se la traiettoria si consolida o se uno dei tre scenari — quello che non vorremmo — torna in primo piano.
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