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Iran e Ucraina: due crisi a confronto e cosa aspettarsi sui prezzi dell'energia

Iran e Ucraina: due crisi a confronto e cosa aspettarsi sui prezzi dell'energia

Sei settimane dopo l'avvio delle operazioni militari contro l'Iran, il mercato energetico italiano si trova in una fase nuova. I prezzi spot hanno parzialmente recuperato dai picchi di Marzo — il PSV oggi è a 0,543 €/Smc, ben lontano dal picco di 0,673 €/Smc del 20 Marzo — ma i listini delle offerte a prezzo fisso raccontano un'altra storia. La maggior parte dei fornitori continua a prezzare le offerte fisse con un premio significativo rispetto allo spot, incorporando un rischio che i mercati non hanno ancora digerito. Chi ha seguito la crisi del 2022 riconosce il copione: è la stessa dinamica vista durante l'invasione dell'Ucraina, con differenze importanti nella velocità, nella scala e nelle cause strutturali. In questo articolo — che aggiorna e approfondisce l'articolo precedente pubblicato il 21 Marzo — mettiamo a confronto le due crisi, spieghiamo perché i prezzi fissi restano elevati e delineiamo tre scenari per le prossime settimane. Dati aggiornati al 7 Aprile 2026.

Due shock, due velocità

Le crisi del 2022 e del 2026 hanno entrambe colpito il mercato energetico europeo attraverso il canale del gas naturale, ma con tempistiche e dinamiche radicalmente diverse.

Ucraina 2022: l'invasione russa del 24 Febbraio ha innescato uno shock lento e progressivo. Il PSV (fonte GME) era già su livelli elevati a Febbraio 2022 (0,884 €/Smc di media mensile), a causa delle tensioni accumulate dall'autunno 2021. Da lì il mercato ha impiegato sei mesi per raggiungere il picco di 2,500 €/Smc in Agosto 2022 — un rialzo del +183% rispetto alla media di Febbraio. L'escalation è stata graduale, scandita da tappe precise: il taglio progressivo dei flussi via Nord Stream, la crisi degli stoccaggi europei, la corsa al GNL americano. Il PUN ha seguito un percorso parallelo, passando da 0,212 €/kWh in Febbraio a 0,543 €/kWh in Agosto 2022 (+157%).

Iran 2026: le operazioni militari del 28 Febbraio hanno prodotto uno shock veloce e concentrato. Il PSV è passato da 0,342 €/Smc (media ultimi giorni di Febbraio) a 0,673 €/Smc il 20 Marzo — un rialzo del +97% in sole tre settimane. Il PUN è salito da circa 0,107 €/kWh a 0,169 €/kWh il 10 Marzo (+58%). Ma la discesa è stata altrettanto rapida: al 7 Aprile, il PSV è rientrato a 0,543 €/Smc e il PUN a 0,128 €/kWh.

La tabella seguente mette a confronto le due crisi.

ParametroCrisi Ucraina 2022Crisi Iran 2026
Evento scatenanteInvasione russa (24 Feb 2022)Operazioni militari US-Israele (28 Feb 2026)
PSV pre-crisi0,884 €/Smc (Feb 2022)~0,342 €/Smc (fine Feb 2026)
PSV picco2,500 €/Smc (Ago 2022)0,673 €/Smc (20 Mar 2026)
Variazione PSV+183%+97%
Tempo al picco PSV~6 mesi~3 settimane
PUN pre-crisi0,212 €/kWh (Feb 2022)~0,107 €/kWh (fine Feb 2026)
PUN picco0,543 €/kWh (Ago 2022)0,169 €/kWh (10 Mar 2026)
Variazione PUN+157%+58%
Tempo al picco PUN~6 mesi~10 giorni
Natura dello shockStrutturale (taglio pipeline, crisi stoccaggi)Rischio di transito (Stretto di Hormuz, flussi GNL)

La differenza chiave è nella natura dello shock. Nel 2022, l'Europa ha subìto un danno strutturale: la chiusura progressiva del Nord Stream ha eliminato circa il 40% delle forniture di gas al continente, costringendo una riorganizzazione dell'intero sistema di approvvigionamento. Nel 2026, lo shock è legato al rischio di interruzione — non all'interruzione effettiva. Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del GNL globale, non è stato chiuso, ma la sola possibilità ha fatto impennare i futures. Questo spiega sia la velocità dello spike sia la relativa rapidità del parziale rientro.

Nel 2022 ci sono voluti sei mesi per raggiungere il picco. Nel 2026, tre settimane. Ma i valori assoluti raccontano crisi di scala molto diversa: 2,500 €/Smc contro 0,67 €/Smc.

La lezione del 2022 — perché i prezzi fissi restano alti

Se i prezzi spot si sono parzialmente normalizzati, perché le offerte a prezzo fisso restano su livelli elevati? La risposta sta in una parola: memoria.

La crisi del 2022 è stata traumatica per i fornitori che avevano venduto contratti a prezzo fisso nei primi mesi dell'anno. Chi aveva offerto gas a 0,40-0,50 €/Smc in Febbraio 2022 si è trovato a consegnarlo quando il costo all'ingrosso superava 2,00 €/Smc. Le perdite sono state enormi e hanno portato diversi operatori sull'orlo della crisi finanziaria. Quella lezione non è stata dimenticata.

Oggi, con il PSV spot a 0,543 €/Smc e il PUN a 0,128 €/kWh, i fornitori stanno prezzando le offerte fisse con un margine di sicurezza significativo. La tabella seguente mostra il divario tra prezzo spot e offerte fisse al 7 Aprile 2026.

Luce — spot vs offerte fisse (domestico)

RiferimentoPrezzo (€/kWh)
PUN spot (7 Apr)0,128
Offerta fissa più bassa (G&J Energia Futura)0,122
Offerta fissa fascia media (Engie PuntoFisso 12m)0,138
Offerta fissa fascia alta (Edison EasyFix Luce)0,182
Offerta fissa più cara (ENI Plenitude Fixa Time)0,245

Sul lato elettrico, lo scenario è articolato. Alcune offerte fisse — come G&J Energia Futura a 0,122 €/kWh e Dolomiti Energia a 0,130 €/kWh — si posizionano vicine o addirittura sotto il PUN spot attuale. Questo riflette la minore esposizione al rischio geopolitico del mercato elettrico rispetto al gas, grazie alla diversificazione del mix energetico. La fascia media si colloca tra 0,138 e 0,149 €/kWh, con un premio del 8-16% rispetto allo spot. La fascia alta supera 0,18 €/kWh, con premi che arrivano al +92% nel caso delle offerte ENI Plenitude più onerose.

Gas — spot vs offerte fisse (domestico)

RiferimentoPrezzo (€/Smc)
PSV spot (7 Apr)0,543
Offerta fissa più bassa (Enel Fix Web Gas)0,387
Offerta fissa fascia media (Edison Web Gas)0,585
Offerta fissa fascia alta (Acea Fix Gas)0,660
Offerta fissa più cara (ENI Plenitude Fixa Time Gas)0,915

Sul gas il quadro è più complesso. L'offerta Enel Fix Web Gas a 0,387 €/Smc si posiziona ben al di sotto del PSV spot, un posizionamento aggressivo che potrebbe riflettere una strategia commerciale specifica. La fascia media — tra 0,545 e 0,612 €/Smc — è allineata o leggermente superiore allo spot attuale, incorporando un premio contenuto. Ma la fascia alta racconta un'altra storia: offerte come Acea Fix Gas a 0,660 €/Smc, Edison EasyFix Gas a 0,682 €/Smc e ENI Plenitude Fixa Time Gas a 0,915 €/Smc incorporano premi che vanno dal +22% al +69% rispetto allo spot.

Il divario tra offerte fisse più economiche e più costose è enorme: 0,387 vs 0,915 €/Smc sul gas, 0,122 vs 0,245 €/kWh sulla luce. La scelta del fornitore non è mai stata così determinante.

Il prezzo fisso come "assicurazione"

Per interpretare correttamente i listini attuali, è utile ragionare sul prezzo fisso non come un costo, ma come un'assicurazione.

Il premio che i fornitori applicano rispetto allo spot è il prezzo della certezza. Chi sottoscrive un contratto a prezzo fisso oggi sta comprando protezione contro uno scenario in cui i prezzi tornano a salire — esattamente quello che è accaduto nel 2022, quando chi aveva un contratto fisso stipulato a inizio anno ha risparmiato migliaia di euro rispetto a chi era sul mercato variabile.

La crisi del 2022 ha dimostrato che i picchi possono durare mesi e raggiungere livelli impensabili. Il PSV a 2,500 €/Smc di Agosto 2022 era cinque volte superiore ai livelli pre-crisi. Chi oggi guarda un'offerta fissa gas a 0,60 €/Smc e la confronta con uno spot a 0,54 €/Smc sta valutando un premio di circa 0,06 €/Smc — che in uno scenario di escalation potrebbe rivelarsi irrilevante rispetto ai rialzi potenziali.

Naturalmente vale anche il ragionamento inverso: in uno scenario di rapida de-escalation, chi ha sottoscritto un fisso a 0,60 €/Smc potrebbe trovarsi a pagare di più rispetto a uno spot che torna sotto 0,40 €/Smc. È esattamente questo il trade-off dell'assicurazione.

Tre scenari possibili

Dove andranno i prezzi nelle prossime settimane e mesi? Nessuno ha la sfera di cristallo, ma è possibile delineare tre scenari basati sull'evoluzione della crisi geopolitica e sui fondamentali di mercato.

Scenario 1 — De-escalation rapida

Un cessate il fuoco o una soluzione diplomatica nelle prossime settimane rimuoverebbe il premio di rischio geopolitico. In questo scenario:

  • Il PSV potrebbe rientrare rapidamente verso i livelli pre-crisi di 0,34-0,40 €/Smc, in linea con i fondamentali (scorte europee sopra la media, domanda stagionalmente in calo).
  • Il PUN scenderebbe sotto 0,11 €/kWh, tornando ai livelli di Febbraio 2026.
  • I fornitori che hanno mantenuto listini elevati si troverebbero a dover riprezzare al ribasso per restare competitivi. Chi ha sottoscritto un contratto fisso durante la crisi pagherebbe un premio rispetto al mercato.

Questo è lo scenario in cui il prezzo fisso si rivela un costo, non un investimento. Ma è anche lo scenario meno rischioso in assoluto per il sistema energetico.

Scenario 2 — Conflitto prolungato

Le operazioni militari continuano per mesi, senza escalation ma senza risoluzione. Lo Stretto di Hormuz resta aperto ma sotto tensione. In questo scenario:

  • Il PSV si stabilizza nell'intervallo 0,50-0,60 €/Smc, con oscillazioni legate alle notizie geopolitiche — un livello simile a quello osservato nella prima settimana di Aprile (media ~0,549 €/Smc).
  • Il PUN si assesta attorno a 0,12-0,14 €/kWh, con una volatilità superiore alla norma.
  • I fornitori mantengono i listini fissi su livelli elevati, con un premio del 15-30% rispetto allo spot. Il mercato si adatta a un "nuovo normale" di prezzi più alti.

Questo sembra essere lo scenario che la maggior parte dei fornitori sta prezzando nelle offerte attuali. La fascia media delle offerte fisse — 0,55-0,60 €/Smc per il gas, 0,13-0,15 €/kWh per la luce — è coerente con un'aspettativa di prezzi spot che restano elevati per un periodo prolungato.

Scenario 3 — Escalation ulteriore

La chiusura dello Stretto di Hormuz o un allargamento del conflitto a livello regionale interrompe fisicamente i flussi di GNL. In questo scenario:

  • Il PSV potrebbe superare 1,00 €/Smc e avvicinarsi ai livelli del 2022, potenzialmente oltre. La dipendenza europea dal GNL è oggi maggiore rispetto al 2022, quando il gas russo via pipeline era ancora parzialmente disponibile.
  • Il PUN supererebbe 0,25 €/kWh, trascinato dal costo del gas per le centrali termoelettriche.
  • Le offerte fisse attuali — anche quelle nella fascia alta — sembrerebbero economiche col senno di poi. Chi ha sottoscritto un fisso a 0,60 €/Smc per il gas si troverebbe protetto da uno spot a 1,00 €/Smc o oltre.

Questo è lo scenario "2022 bis" — quello che rende le offerte fisse attraenti come forma di copertura. È anche lo scenario a più bassa probabilità, ma a impatto più alto.

Cosa guardare nelle prossime settimane

La traiettoria del PSV nella prima settimana di Aprile offre un segnale cautamente positivo: dal picco di 0,673 €/Smc del 20 Marzo si è scesi a 0,543 €/Smc il 7 Aprile, con un calo del 19% in poco più di due settimane. Ma il livello resta superiore del 59% rispetto alla media pre-crisi di fine Febbraio (~0,342 €/Smc). Il rientro è parziale, non completo.

Tre indicatori saranno decisivi per capire quale scenario si materializzerà.

La traiettoria del PSV giornaliero. Se il PSV continua a scendere verso 0,45-0,50 €/Smc nelle prossime settimane, è un segnale di graduale normalizzazione. Se rimbalza verso 0,60 €/Smc o oltre, il mercato sta prezzando un rischio crescente.

Il comportamento dei fornitori. I listini delle offerte fisse sono il termometro più affidabile della percezione del rischio da parte degli operatori. Se nelle prossime settimane inizieranno a comparire offerte gas sotto 0,50 €/Smc e offerte luce sotto 0,12 €/kWh, sarà il segnale che il mercato vede la fine della crisi. Se i listini restano sui livelli attuali o salgono, gli operatori stanno prezzando uno scenario prolungato.

L'evoluzione geopolitica. Lo Stretto di Hormuz è il fattore binario: aperto significa rischio di transito, chiuso significa crisi strutturale. Ogni segnale diplomatico — o militare — in quella direzione muoverà i mercati in modo significativo.

La stagione di riempimento degli stoccaggi europei è iniziata. In un contesto normale, la minore domanda invernale e le operazioni di stoccaggio stabilizzano i prezzi. Ma se la crisi persiste, il costo di riempimento a prezzi elevati si scaricherà sulle tariffe del prossimo inverno, prolungando l'impatto ben oltre la durata del conflitto. Come nel 2022, le conseguenze di una crisi energetica si misurano in trimestri, non in settimane.

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